06/05/2024

Femminaccie impudentissime: eroine dimenticate della Repubblica Romana rivivono sul set fotografico di Teresa Mancini

Femminaccie Impudentissime Donne Immaginarie della Repubblica Romana, ph Teresa Mancini, 2024

In occasione di Mostre Diffuse Fotografia 2024, dedicata al tema “UN MONDO DI DONNE”, la giornalista e scrittrice romana Cinzia Dal Maso presenterà domenica 19 maggio il suo libro “Femminaccie Impudentissime” presso la Sala Consiliare di Magliano Sabina.
L’opera, pubblicata dall’Istituto Internazionale di Studi Giuseppe Garibaldi, racconta un capitolo poco noto della Repubblica Romana del 1849. Mentre volontari da tutta Italia ed Europa combattevano per difendere la Repubblica, un gruppo di infermiere volontarie, reclutate dalla principessa Cristina Trivulzio di Belgiojoso, prestava instancabile assistenza ai feriti negli ospedali, anche a quelli del fronte avversario.
Nonostante il loro sacrificio e coraggio sotto i bombardamenti, queste donne furono oggetto di pesanti calunnie da parte della stampa reazionaria e persino di Pio IX, che le definì con epiteti infamanti come “donne d’equivoca fama”, “svergognate” e appunto “femminaccie impudentissime”.
La mostra fotografica che accompagna il volume, realizzata da Teresa Mancini, rappresenta un importante lavoro di ricostruzione storica che ha ricevuto il patrocinio dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria oltre il premio “Colomba Antonietti 2024”. Le immagini sono state realizzate in luoghi storicamente significativi, tra cui il Museo Storico Nazionale dell’Arte Sanitaria al Santo Spirito di Roma, dove furono effettivamente ricoverati alcuni feriti della Repubblica Romana. Proprio in queste sale, inclusa l’antica farmacia, che fungeva da “Ospedaletto per Feriti” e successivamente da centro di raccolta per bende, garze e biancheria, la fotografa ha ambientato i suoi scatti.
Il progetto fotografico si arricchisce grazie al contesto autentico del Museo, che conserva cimeli di straordinario valore storico: una bandiera tricolore della Repubblica Romana, la lastra anatomica su cui fu deposto Goffredo Mameli dopo la morte, e alcuni strumenti chirurgici per amputazione dell’epoca. Questi oggetti e questi luoghi hanno fornito un’ambientazione ideale per ricreare l’atmosfera di quel periodo cruciale.
Come sottolineano Gaspare Baggieri, Conservatore del Museo, e Pierpaolo Visentin, Vicepresidente dell’Accademia: “Le belle immagini di Teresa Mancini restituiscono un pezzetto del coraggio di tutte quelle eroine, provenienti dagli ambienti più diversi, che con generosità offrirono il loro contributo per assistere quegli uomini che per la nascita della nostra Patria ne uscirono sanguinanti, contusi, trafitti, lacerati.”
La fotografa ha coinvolto diverse interpreti che hanno prestato il loro volto per impersonare le coraggiose infermiere volontarie, creando così un ponte visivo tra la storia risorgimentale e le questioni di genere contemporanee. L’opera fotografica evidenzia come l’impegno di queste donne abbia posto le basi per la futura istituzione delle crocerossine, collegando idealmente la loro esperienza alla Croce Rossa Italiana, parte fondatrice della stessa Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria.

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