FotoGraficaMente di Teresa Mancini

Mostra personale di Teresa Mancini
Roma 11 - 28 marzo 2008
Galleria Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22.
Curatrice Loredana Rea.

La mostra, è il terzo appuntamento di Disorientarsi a più voci, ciclo tematico di approfondimento, ideato dai critici Ivana D’Agostino e Loredana Rea

Scritture di luce per rapportarsi alla realtà

Nella ricerca artistica contemporanea, orientata da una parte verso nuove sperimentazioni linguistiche e metodologiche dall’altra verso una riflessione sugli strumenti e le motivazioni del fare arte, la fotografia ha finito con assumere il valore di un’arma a doppio taglio: se la messa a fuoco permette, infatti, di insinuarsi insidiosamente nella realtà, è vero anche che essa tende sempre più spesso a decontestualizzarla, per schivare il pericolo della pura registrazione e accentuare il divario tra l’immagine e il dato da cui essa deriva. L’intento è evitare di porsi frontalmente rispetto al mondo, esaltando così la possibilità di un’ambiguità strenuamente ricercata, capace di riflettere la realtà, sia pure modificata di segno, ma anche di assolutizzarla in un articolato processo di astrazione. 

Il percorso seguito da Teresa Mancini si pone sulla scia di questa proposizione critica e operativa, oscillando in maniera equilibrata tra la capacità di entrare nel reale e la possibilità di andare oltre esso, per trasformare attraverso la macchina fotografica la natura stessa di ciò che si è impresso sulla pellicola. L’occhio fatica a ricostruire il contesto nella frammentarietà spaesante della realtà fotografata: immagini di frammenti soprattutto, ma anche inevitabilmente frammenti di immagini, e la mente può innescare un processo di conseguente straniamento. Ma il punto di partenza è la necessità di attivare un’operazione di progressiva significazione per costruire un codice linguistico, niente affatto univoco e convenzionale, inteso non come mezzo per arrivare alla sparizione del mondo fenomenico, alla dimenticanza della sua consistenza, dei suoi contorni, dei suoi riflessi, quanto piuttosto come strumento privilegiato per rapportarsi alla sua complessità. 

I suoi lavori si sviluppano così intorno al concetto di scrittura di luce, collegandosi strettamente alle sperimentazioni fotografiche delle avanguardie e coniugandole poi con le esperienze della grafica d’autore, nell’intenzione di riflettere sulle possibilità di costruire un’immagine astratta della realtà, in cui ritrovare però l’essenza di questo nostro tempo […] 

Loredana Rea 

  


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